OpenStack per Telco e CSP: la piattaforma per costruire un cloud provider europeo
- 30 giu
- Tempo di lettura: 9 min
di Andrea Martra — CTO & Co-Founder, Epic Edge
Negli ultimi anni il mercato Telco europeo è cambiato radicalmente. L'aumento dei costi delle piattaforme proprietarie, la diffusione del 5G e la crescente domanda di cloud sovrano stanno spingendo operatori e Cloud Service Provider a ripensare completamente la propria infrastruttura.
In questo scenario, molti tra i principali operatori europei hanno scelto OpenStack come piattaforma cloud open-source strategica per supportare la virtualizzazione delle reti, il cloud sovrano e i nuovi servizi digitali.
Il contesto: perché le telco europee stanno migrando verso OpenStack
Per decenni le telco hanno operato con infrastrutture proprietarie — hardware dedicato, software vendor-specific, contratti pluriennali con fornitori come VMware, Cisco e Nokia. Un modello che garantiva stabilità, ma a costi crescenti e con una flessibilità sempre più limitata.
Tre forze stanno cambiando questo scenario in modo strutturale.
Il 5G e la virtualizzazione delle funzioni di rete. Il 5G non è solo una rete più veloce: è un'architettura che richiede Network Function Virtualization (NFV) e Software Defined Networking (SDN) per esprimere il proprio potenziale. Le funzioni di rete che prima giravano su hardware dedicato devono ora essere virtualizzate e orchestrate su piattaforme cloud. OpenStack è una delle piattaforme open-source maggiormente adottate nel settore Telco/NFV in Europa.
La pressione sui costi dopo Broadcom. In molti casi gli aumenti di licensing introdotti dopo l'acquisizione di VMware da parte di Broadcom hanno spinto numerose organizzazioni — telco incluse, tra i maggiori utilizzatori della piattaforma — a rivalutare le proprie strategie infrastrutturali e a prendere seriamente in considerazione alternative open-source.
La domanda di servizi IaaS e PaaS. Le aziende clienti delle telco chiedono sempre più spesso servizi cloud oltre alla connettività. Gli operatori che possono offrire IaaS, PaaS e managed services direttamente sulla propria infrastruttura hanno un vantaggio competitivo importante rispetto a chi si limita al trasporto del dato.
Perché OpenStack è una scelta naturale per le telco europee
Per capire perché OpenStack sia diventato una delle piattaforme di riferimento per il settore Telco è sufficiente osservare le caratteristiche che la piattaforma offre nativamente.
Architettura multi-tenant nativa. OpenStack è progettato per gestire centinaia o migliaia di tenant indipendenti sulla stessa infrastruttura fisica. Ogni tenant ha la propria rete virtuale isolata, le proprie quote di risorse, il proprio storage separato e il proprio dominio di autenticazione. Per una telco che deve offrire servizi cloud a decine o centinaia di aziende clienti, è una caratteristica fondamentale.
Scalabilità orizzontale. La piattaforma scala orizzontalmente aggiungendo nodi compute, storage e networking senza interruzione del servizio. Un CSP può partire con un cluster di poche unità di nodi e crescere fino a centinaia o migliaia mantenendo la stessa architettura cloud e lo stesso software.
API stabili e automazione. OpenStack espone API stabili e ben documentate, con SDK e strumenti compatibili con i principali workflow cloud e DevOps. Questo semplifica l'automazione e l'integrazione con le pipeline Infrastructure as Code già in uso, abbassando la barriera di adozione per chi vuole portare workload verso un'infrastruttura privata o sovrana.
Supporto NFV. OpenStack è una delle piattaforme di riferimento per l'ecosistema ETSI NFV. Componenti come Nova e Neutron, insieme a strumenti dedicati come Tacker (quando adottato), sono pensati per coprire i casi d'uso di virtualizzazione delle funzioni di rete tipici del settore telco.
Ecosistema europeo consolidato. Una quota significativa dei contributi al progetto OpenStack arriva dall'Europa. Operatori e vendor come Deutsche Telekom, Orange, Ericsson e Nokia partecipano attivamente allo sviluppo della piattaforma, contribuendo a mantenere allineati i requisiti del mercato europeo con l'evoluzione del progetto.
In sintesi, ecco come lo stack open-source copre i requisiti tipici di un cloud provider telco:
Requisito di un cloud provider | Componente dello stack |
Isolamento multi-tenant | Keystone + Neutron |
API e automazione (IaC) | API OpenStack + Terraform / Ansible |
Virtualizzazione delle funzioni di rete (NFV) | Nova, Neutron, Tacker |
Networking ad alte prestazioni | SR-IOV, DPDK, VXLAN, BGP |
Storage distribuito e ad alta disponibilità | Ceph (Block · Object · File) |
Workload cloud-native e PaaS | Kubernetes su OpenStack |
Sovranità e compliance (UE) | Infrastruttura e operatività interamente europee |
Perché non una piattaforma proprietaria?
Molte telco dispongono già di infrastrutture di virtualizzazione proprietarie consolidate, spesso basate su VMware. Quando però si passa dal consolidamento di workload interni alla costruzione di un cloud provider multi-tenant, API-driven, con requisiti NFV e crescita su larga scala, i vincoli cambiano profondamente.
OpenStack nasce proprio per costruire infrastrutture cloud distribuite, scalabili e governate via API, mentre molte piattaforme proprietarie sono state progettate con obiettivi differenti — e con modelli di licensing che mal si adattano alla crescita di un CSP. È per questo che numerosi operatori stanno valutando un'evoluzione verso architetture open-source, in cui il costo cresce in modo prevedibile insieme all'infrastruttura e non in funzione di licenze per core o per socket.
Architettura OpenStack per telco e CSP: i componenti chiave
Un deployment OpenStack per telco o CSP ha requisiti architetturali diversi rispetto a un'infrastruttura cloud enterprise standard. Ecco i componenti e le scelte più rilevanti.
Control plane ad alta disponibilità. Il control plane OpenStack — Keystone, Nova API, Neutron API, Glance — va ridondato su almeno tre nodi con load balancing e failover automatico. Per una telco, un'interruzione del control plane significa l'impossibilità di creare o modificare risorse per tutti i clienti contemporaneamente: una condizione non accettabile in produzione.
Networking avanzato con Neutron. Il networking è il componente più critico per i casi d'uso telco. Neutron va configurato con supporto per VLAN, VXLAN, BGP per il routing dinamico, QoS per la gestione della banda e Security Group granulari per l'isolamento dei tenant. Per gli scenari NFV e a bassa latenza diventano essenziali SR-IOV e DPDK per ottenere prestazioni di rete prossime al bare-metal.
Multi-tenant isolation con Keystone e Neutron. L'isolamento tra tenant è garantito da Keystone per autenticazione e autorizzazione e da Neutron per la separazione di rete. Ogni tenant opera in un ambiente distinto: rete virtuale privata, security group indipendenti, quote di risorse dedicate.
Orchestrazione con Heat e componenti NFV. Heat gestisce il deployment di stack applicativi complessi tramite template dichiarativi. Per il ciclo di vita delle Virtual Network Functions — deployment, scaling, healing — il modello ETSI NFV può essere coperto da componenti come Tacker, da adottare in base alle esigenze reali del progetto.
Telemetria e billing. Per un CSP che fattura i clienti in base al consumo, serve un layer che raccolga le metriche di utilizzo (Ceilometer/Gnocchi) e le trasformi in dati di rating e billing. CloudKitty rappresenta una delle possibili soluzioni open-source per questo scopo; molti operatori integrano invece sistemi di billing proprietari o di terze parti già presenti nel proprio stack commerciale.
Perché Ceph è il complemento naturale di OpenStack
Lo storage di un cloud provider deve essere distribuito, altamente disponibile e scalabile in modo lineare. Ceph risponde a questi requisiti offrendo storage a blocchi (Cinder), a oggetti (compatibile S3/Swift) e per immagini (Glance) su un'unica piattaforma software-defined.
La replica dei dati su più nodi garantisce continuità operativa anche in caso di guasto hardware, mentre l'aggiunta di nuovi nodi permette di crescere in capacità e prestazioni senza ridisegnare l'architettura. Per un operatore telco questo significa eliminare la dipendenza da array di storage proprietari e portare anche il layer di persistenza dei dati sotto lo stesso modello open, scalabile e sovrano dell'intera piattaforma. È anche per questo che Ceph è oggi lo storage distribuito di riferimento nella maggior parte dei deployment OpenStack enterprise e telco.
Kubernetes e OpenStack: l'accoppiata per i servizi cloud-native
Oggi nessun operatore costruisce un cloud provider basato solo su macchine virtuali. Sempre più CSP utilizzano Kubernetes sopra OpenStack per offrire servizi PaaS, piattaforme AI/ML, container enterprise e workload cloud-native.
La divisione dei ruoli è netta: OpenStack fornisce networking, storage e virtualizzazione dell'infrastruttura, mentre Kubernetes gestisce il ciclo di vita delle applicazioni containerizzate. Questa combinazione è oggi uno degli approcci più diffusi nelle architetture cloud telco di nuova generazione e permette a un operatore di coprire con un'unica piattaforma sia i workload tradizionali sia quelli moderni.
Il caso delle telco europee: cosa hanno scelto e perché
Diversi tra i maggiori operatori europei hanno costruito infrastrutture cloud basate su OpenStack — non per seguire una moda, ma per ragioni tecniche ed economiche concrete.
Deutsche Telekom utilizza OpenStack in diversi progetti cloud e infrastrutturali, sia per servizi interni sia come base tecnologica della propria offerta IaaS rivolta ai clienti business, posizionata come alternativa europea agli hyperscaler statunitensi.
Orange utilizza OpenStack come base della propria piattaforma IaaS Flexible Engine, nata dall'esigenza di offrire ai clienti enterprise un'alternativa sovrana agli hyperscaler americani, con dati mantenuti in Europa e conformità GDPR.
Ericsson adotta OpenStack come piattaforma per i propri servizi NFV e come componente di stack telco e 5G, a conferma del ruolo della piattaforma nei contesti di virtualizzazione delle reti su scala industriale.
Il pattern è chiaro: gli operatori europei scelgono OpenStack quando hanno bisogno di controllo, scalabilità e sovranità — tre caratteristiche che gli hyperscaler americani non possono garantire in modo strutturale.
Come Epic Edge supporta telco e CSP nella costruzione di cloud provider OpenStack
Il team di Epic Edge ha maturato esperienza nella progettazione e nella gestione di infrastrutture OpenStack, Ceph e Kubernetes per operatori telco, cloud provider e infrastrutture enterprise mission-critical. Il percorso tipico per costruire un cloud provider su OpenStack segue quattro fasi.
Assessment e progettazione dell'architettura. La prima fase analizza i requisiti specifici del cliente — numero di tenant attesi, workload NFV, requisiti di performance, compliance e sovranità dei dati — e produce un'architettura target dettagliata, con sizing dell'hardware, scelta dei componenti e piano di deployment.
Implementazione con Infrastructure as Code. Il deployment viene eseguito con strumenti come Terraform e Ansible: ogni componente dell'infrastruttura è codificato, versionato e riproducibile. Questo garantisce che l'ambiente possa essere replicato, aggiornato o scalato in modo controllato, senza dipendere dalla memoria dei singoli ingegneri.
Integrazione billing e portale self-service. Per un CSP che vuole offrire servizi ai propri clienti, si integrano sistemi di rating e billing dei consumi e portali self-service che permettono agli utenti finali di creare e gestire le proprie risorse in autonomia, all'interno dei limiti e delle quote definiti dal provider.
Managed services e supporto continuativo. Una volta in produzione, l'infrastruttura viene gestita con monitoraggio full-stack, patching, incident response e ottimizzazione continua, con servizi gestiti e supporto enterprise dimensionati sulle esigenze operative del cliente.
OpenStack e 5G: il ruolo di MEC e NFV
Il 5G introduce un paradigma architetturale che OpenStack è nella posizione ideale per supportare: il Multi-access Edge Computing (MEC).
Il MEC sposta l'elaborazione vicino all'antenna, riducendo la latenza a pochi millisecondi per applicazioni critiche come veicoli autonomi, automazione industriale e scenari real-time. Ogni sito MEC è di fatto un mini data center che deve eseguire funzioni di rete virtualizzate e applicazioni edge in tempo reale.
Con il supporto a NFV, SR-IOV, DPDK e gestione distribuita, OpenStack è una delle piattaforme più mature per i deployment MEC. La progettazione di architetture edge distribuite, coerenti con il core e governabili con gli stessi strumenti del cloud centrale, è uno degli ambiti più rilevanti per gli operatori che stanno costruendo la propria rete 5G.
Il vantaggio competitivo: la sovranità dei dati come differenziatore
Per le telco europee che competono con AWS, Azure e Google Cloud, la sovranità dei dati non è solo un requisito di compliance: è un differenziatore commerciale.
Le aziende europee nei settori regolamentati — finanza, sanità, difesa, pubblica amministrazione — hanno obblighi che rendono problematico o impossibile affidarsi a servizi cloud soggetti a giurisdizioni extra-UE. Una telco europea che offre IaaS su OpenStack con dati garantiti in UE ha un vantaggio strutturale in questi mercati, difficile da replicare per un hyperscaler americano.
Questo vantaggio è destinato a crescere. Il quadro normativo e industriale europeo si sta muovendo con decisione verso la sovranità digitale: la Commissione UE ha pubblicato un proprio framework per valutare la sovranità dei servizi cloud, è atteso il Cloud and AI Development Act, e iniziative come EuroStack stanno portando il tema della sovranità infrastrutturale dal dibattito accademico a quello industriale e di procurement pubblico. Sul fronte open-source, progetti come Sovereign Cloud Stack e Gaia-X rappresentano tentativi concreti — pur con percorsi non privi di difficoltà — di definire standard comuni per cloud federati e interoperabili. A questo si aggiunge la spinta della direttiva NIS2, ormai recepita dalla maggior parte degli Stati membri, che alza l'asticella su resilienza e gestione del rischio per gli operatori di servizi essenziali.
In questo scenario, una piattaforma cloud open-source, auditabile e operabile interamente da personale e infrastrutture europee come OpenStack diventa un asset strategico, non solo una scelta tecnologica.
Conclusione: il vantaggio è di chi inizia oggi
Le tecnologie sono mature, l'ecosistema di competenze è disponibile, il quadro normativo spinge verso la sovranità e la domanda di cloud sovrano da parte dei clienti enterprise è in crescita costante. Le telco e i CSP europei che non hanno ancora costruito la propria infrastruttura cloud open-source hanno oggi tutte le condizioni per farlo.
OpenStack non rappresenta più semplicemente un'alternativa alle piattaforme proprietarie. Per le telco europee è diventato il fondamento tecnologico su cui costruire servizi cloud, edge computing, piattaforme AI e infrastrutture digitali realmente sovrane.
La domanda non è più se il cloud open-source sia sufficientemente maturo: lo è. La vera domanda è quanto vantaggio competitivo possa accumulare chi inizia oggi rispetto a chi continuerà ad aspettare.
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Ogni progetto telco o CSP ha requisiti differenti in termini di networking, performance, resilienza e compliance.
Epic Edge supporta operatori e cloud provider nella progettazione, implementazione e gestione di infrastrutture OpenStack, Ceph e Kubernetes, attraverso assessment architetturali, deployment Infrastructure as Code e servizi di supporto specialistico.
Andrea Martra è CTO e Co-Founder di Epic Edge. Da oltre vent'anni progetta e realizza infrastrutture cloud enterprise basate su OpenStack, Ceph e Kubernetes per cloud provider, operatori telco e grandi organizzazioni europee.




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